05/02/2009
Tendenze e Prospettive di Sviluppo dell’Industria del urismo Sportivo in Calabria
Università Magna Grecia di CATANZARO
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Corso di Laurea Specialistica in;
Organizzazione e Gestione dei Servizi per lo Sport e le Attività Motorie
C.I. Managment Sportivo
Elementi di Bilancio Contabilità e Controllo Gestionale
Tendenze e Prospettive
di Sviluppo dell’Industria del
Turismo Sportivo in Calabria
DOCENTE: Prof. SCARPINO Franco Relatore;Andrea CANTELMI
ANNO ACCADEMICO 2004-2005
INDICE
Prefazione -Motivi del viaggio in Calabria -Attività svolte durante il soggiorno dal turista - Livello di soddisfazione del cliente - Invecchiamento demografico; Mercato Potenziale - Presenza di piscine e campi da tennis nelle strutture ricettive - Presenza di Fitness Center e DivingCenter- L’offerta di ospitalità in caso di eventi sportivi; Casi Studio - Percorsi di Orienteering, Canyoning e Trekking - Turismo e Golf - Aziende Termali e Beauty-Farm - Sport Velici - Sport on the beach - Turismo Sportivo per disabili - Sport Invernali e non - Case History: Le Terme di Caronte - Conclusioni - Ringraziamenti - Bibliografia
PREFAZIONE
Un fenomeno in forte espansione negli ultimi anni nel nostro paese, che rappresenta una sorta di sintesi di tutte le tendenze emerse in questa analisi, vede gli italiani pensare alle proprie vacanze non più come ad un semplice periodo di riposo, bensì ad un momento in cui, grazie alla maggiore disponibilità di tempo libero ed alla conseguente possibilità di praticare attività sportive e del benessere, è possibile smaltire le tossine accumulate durante un anno di lavoro e rimettersi in piena forma fisica, ovvero dedicarsi a discipline che sono normalmente precluse nei luoghi di residenza abituali (golf, equitazione, cicloturismo, mountain bike, vela, attività subacquee, trekking, orienteering, ecc.). Di conseguenza, accanto ai protagonisti istituzionali e/o tradizionali dell’offerta di servizi sportivi (associazioni, enti e circoli sportivi), negli ultimi anni si è sviluppata nel nostro paese una vera e propria “industria del turismo sportivo” (alberghi, villaggi vacanze, centri ricreativi, impianti polifunzionali, campi-scuola, scuole estive, resort, beauty farm, centri termali, spa) che ha moltiplicato a dismisura la varietà dei prodotti e dei servizi offerti ai propri clienti. I dati sono incoraggianti nel 96’ si sono spesi in questo settore 8400 miliardi, nel 2005 si sono raggiunti 20000 miliardi, e il trend è in crescita del 10% all’anno. Nella prima parte di questo lavoro, si è analizzato il turismo in generale e nello specifico nella regione Calabria, in particolare per il settore dello Sport e del Benessere, nella seconda parte si è preso un Caso Studio , le Terme di Caronte, al momento legate ad un bacino di utenza prettamente locale, ma che in futuro grazie ad alcuni progetti cofinanziati dalla Comunità Europea, si proietterà verso i mercati esteri e extra-regionali.
Prima Parte
Motivi del viaggio in Calabria
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16% dei turisti intervistati dichiara di essere venuto per fare attività a contatto con la natura (Passeggiate rilassanti 8,7% Pesca sportiva 2,7%, visitare i parchi 1,1 raccolta funghi 0,9 cavallo 0,5 agriturismo 1,2 trekking 0,9 rafting canyoning 0,6)
-
Il 4,5% è andato alle terme o in centro benessere
-
1,3% per assistere ad eventi sportivi
ATTIVITA’ SVOLTE DURANTE IL SOGGIORNO
L’esperienza dei turisti intervistati è stata descritta attraverso l’analisi delle attività svolte durante il soggiorno. In generale, tra le attività praticate durante il soggiorno, è emerso il primato delle passeggiate rilassanti (rispettivamente il 48,2% degli italiani e il 62,2% degli stranieri) e del nuoto (43,3% degli italiani e 46,2% degli stranieri). Durante il soggiorno inoltre i turisti hanno visitato i parchi (8,0% degli italiani e 7,6% degli stranieri), e si sono dedicati ad attività sportive ( ed in particolare; Vela 3,2% degli italiani e 0,8 degli stranieri, windsurf (1,2 % e 2,1%), immersioni (4,1% e 5%), rafting and canyoning (1,5% e 1,3%), pesca sportiva (5,8% e 1,3%)
LIVELLO DI SODDISFAZIONE 2005
L’esperienza in Calabria è stata approfondita invitando i visitatori a dare un voto, compreso fra un minimo di 1 e un massimo di 5, per valutare alcuni aspetti dell’esperienza fatta. Il voto medio espresso sui singoli aspetti proposti agli intervistati è riportato nella tabella che segue.
LA VARIETA’ DELL’OFFERTA RICREATIVA 2005
Eventi sportivi 2.9 (3.4 2004)
LA QUALITA’ DELL’OFFERTA PER GLI SPORT 2005
La possibilità di praticare diversi tipi di sport 2.9 (3.5 2004)
La qualità degli impianti sportivi 2.8 (3.4 2004)
1 Vela (3,2% degli italiani e 0,8 degli stranieri), windsurf (1,2 % e 2,1%), immersioni (4,1% e 5%), rafting and canyoning (1,5% e
1,3%), pesca sportiva (5,8% e 1,3%)
INVECCHIAMENTO DEMOGRAFICO; MERCATO POTENZIALE
L’incremento numerico della popolazione anziana - rappresentata da soggetti di età superiore ai 65 anni - ha raggiunto nell’ultimo secolo un livello mai registrato in precedenza, con una notevole ricaduta sul piano dell’assistenza socio-sanitaria. Nell’anno 2000 gli anziani rappresentano circa il 40% dell’intera popolazione italiana, un trend comune ad altri Paesi dell’area occidentale ma che nella nostra penisola dipende da condizioni di sviluppo e di trasformazione sociale particolari. L’Italia detiene infatti il primato del più basso indice di natalità del mondo e un indice di fecondità totale (numero medio di figli per donna) tra i più bassi del mondo. Nell'anno 1995, i valori relativi all'aspettativa media di vita alla nascita erano, per il nostro Paese, di 74,7 anni per l'uomo e di 81,3 per la donna. Si prevede che per l'anno 2020 in Italia gli ultraottantenni costituiranno il 6% della popolazione totale e il 20,7% della popolazione di età superiore ai 60 anni. Se questi indici rimarranno costanti e non vi sarà un consistente fenomeno migratorio, le fasce di popolazione costituite dai ragazzi fino ai 19 anni e dai giovani-adulti dai 20 ai 39 anni, che oggi rappresentano il 54% del totale, scenderanno nel 2038 al 35%. Gli indicatori demografici fanno prevedere che l’indice di vecchiaia nazionale (rapporto percentuale tra la popolazione residente di 65 anni e oltre e la popolazione residente di età compresa tra 0-14 anni) salirà a 156 nel 2015 e a 273 nel 2050 (dati ISTAT). Questo significa che nel 2015 vi saranno 156 anziani ogni 100 individui sotto i 15 anni. Per avere una visione ancora più chiara del fenomeno, basta pensare che:
- l'Italia è un paese a rischio demografico: secondo il 30° rapporto annuale del CENSIS gli anziani (65+)
rappresentano il 34,1% della popolazione mentre i giovani (0-14) rappresentano il 29,4%: si è verificato
quindi il "sorpasso" degli anziani sui giovani;
- nel 2025 vi sarà il sorpasso dei pensionati sugli occupati, mentre nel 2045 i pensionati saliranno a 19 milioni e gli occupati scenderanno a 14 milioni;
- secondo le proiezioni dell'ONU, oggi nel mondo 1 individuo su 10 ha 60 anni; gli anziani nei Paesi sviluppati passeranno dal mezzo miliardo del 1990 al miliardo e mezzo del 2050. Le nazioni più "vecchie" nel 2020 saranno il Giappone (31% di anziani), l'Italia, la Grecia e la Svizzera (>28% di anziani); oggi, i Paesi con le più alte proporzioni di anziani sono la Grecia e l'Italia (>23% nel 1998).
Se il secolo XX è stato definito il secolo dell’esplosione demografica, il secolo XXI può essere definito quindi ‘il secolo dell’invecchiamento’. La transizione demografica che sta dando un nuovo volto all’Italia spinge necessariamente la ricerca scientifica a riconsiderare gli obiettivi primari della sanità pubblica: il progressivo invecchiamento della popolazione avrà infatti delle notevoli ripercussioni sull’intera società e sul welfare, in quanto l’aumento della componente anziana presuppone un incremento di tutti i meccanismi sanitari e assistenziali. Vi è però un altro tipo di ricaduta, non meno importante, che riguarda la ricerca sull’invecchiamento.
Stato di salute e stili di vita
Il rapporto salute e malattia è un aspetto piuttosto complesso, poco studiato in particolare ell’analisi sociale dei comportamenti, delle aspettative e dei timori. Da diverse indagini emerge ormai come il problema della salute rappresenti tra la popolazione italiana l’interesse prevalente. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) definisce la salute con il concetto di “benessere psicofisico”, composto da un aspetto oggettivo (la presenza o meno della malattia), uno soggettivo (il modo di vivere la malattia) e uno sull’impatto sul sistema sanitario. Secondo la nostra indagine1 l’85,79% degli intervistati giudica positivamente il proprio stato di salute (l’84,2% secondo l’indagine Eurisko- il 49,2% secondo l’ISTAT, stili di vita e condizioni di vita, indagine multiscopo sulle famiglie, 1993-1994 ). Solo il 3,49% si sente abbastanza male (2,8% indagine ISTAT): il punteggio minimo è stato indicato dal 2,26% degli uomini contro il 4,57% delle donne. Il dato è considerato positivo e viene analizzato in genere anche come risultato del “welfare sanitario italia no”. I risultati non sono equamente distribuiti tra gli individui, ma variano in rapporto alle fasce generazionali. La percezione di un buono stato di salute è correlata negativamente con l’età: tende ad essere migliore fra i giovani, con il massimo raggiunto nella fascia fino ai 25 anni e scende con l’aumento dell’età. Per quanto riguarda le professioni, i pensionati e le casalinghe denotano una maggiore tendenza ad avere sintomi di malessere. In generale si può notare che il 12,15% degli uomini valuta il proprio stato di salute non eccellente, mentre tra le donne la percentuale sale al 16,21%: la cifra corrispondente di popolazione italiana sottesa da queste percentuali è rispettivamente di 3.389.036 uomini e 4.792.908 donne, pari a 8.181.944 soggetti. Nel complesso, comparando i dati epidemiologici nazionali (fonte Istat 1996) si rileva che i degenti negli ospedali sono stati 9.297.308, appartenenti a tutte le specialità cliniche, con in testa la medicina generale (1.720.054), la chirurgia generale (1.572.409), ostetricia e ginecologia (1.071.633). Ovviamente i dati non sono sovrapponibili”, ma indicano una dimensione di massima. Tutto ciò di fronte ad uno stile di vita piuttosto “dinamico” (41% del campione) e con una percentuale alta di “stressati”, fisicamente e psichicamente (19%). Le fasce di età che maggiormente definiscono il proprio stile di vita condizionato da stress sono comunque quelle giovanili (fino ai 35 anni), rispetto alle fasce di età avanzata. In particolare sono più stressati gli studenti, i disoccupati e i lavoratori dipendenti. Per quanto riguarda la correlazione tra attività professionale e disturbi della salute, è stato rilevato che il 33,99% della popolazione intervistata ha identificato nella propria attività professionale la causa di disturbi della salute: in particolare questa percentuale cresce al 41,79% tra i lavoratori dipendenti. Una indagine condotta presso un campione di 1200 famiglie italiane distribuite su tutto il territorio nazionale. Circa il 34% imputa all’attività professionale la causa dei propri disturbi episodici o cronici, che nella maggior parte si riferiscono al sistema nervoso 28,62%. Da quest’ultima rilevazione si evince la dimensione dei fenomeni connessi: le affezioni osteoarticolari seguono i disturbi nervosi con il 22,92%, quindi troviamo i disturbi “mal di testa, cefalee, emicranie” al 22%, mentre per gli altri tipi di disturbi si rilevano percentuali nettamente più basse. I disturbi nervosi sono dichiarati più frequenti fra i giovani (50% fino ai 25 anni, tab. 8) per poi risalire percentualmente in età più avanzata (29% dai 56 anni) Sono i lavoratori dipendenti, seguiti da quelli autonomi quelli che risentono più dei condizionamenti dell’attività professionale. Così come sono gli studenti, seguiti dai pensionati e dai lavoratori autonomi quelli che più risentono di disturbi nervosi. Concentrando l’attenzione sui disturbi respiratori, si evince che il target di domanda più sensibile all’offerta delle cure connesse (inalazioni, riabilitazioni respiratorie, ventilazione olmonare) è quello delle donne con attività casalinga, comprese nell’età tra i 36 e i 45 anni. Mentre per i disturbi osteoarticolari si evidenziano due target principali: quello dei pensionati e dei lavoratori dipendenti, compresi nell’età tra i 36 e i 55 anni. L’indagine ha inteso indagare anche quanto gli italiani si interessino al proprio benessere psico-fisico: il dato generale identifica in una percentuale del 50% sul totale della popolazione, coloro che si interessano costantemente al proprio stato di benessere. In generale, il 37,46% del campione si interessa al proprio benessere psico-fisico attraverso la consulenza medica, mentre il 63,54% lo fa attraverso l’attività motoria. Questi due scaglioni della popolazione sono caratterizzati da età medie molto differenti: i primi (consulenza medica) riportano una età media di 47 anni, i secondi (attività motoria) riportano una età media di 39 anni. L’attività motoria è comunque maggiormente praticata da studenti e lavoratori, mentre sono i pensionati e le casalinghe a preferire la consulenza medica. L’approfondimento analitico delle attività motorie maggiormente praticate per il mantenimento del proprio benessere vede in prima posizione la palestra con ginnastica tradizionale, 24,14% delle indicazioni, seguita dalle passeggiate (19,72%), altri tipi di ginnastica (10,87%), mentre a livelli minori troviamo il nuoto, il calcio, il tennis. Inoltre l‘indagine ha cercato di conoscere quanto gli italiani sarebbero disponibili a dedicare più tempo ad attività che migliorino il benessere psico-fisico. In generale il 61% ha risposto di essere disponibile a dedicarvi più tempo, ed il 30,54% di questi ha dichiarato di essere disponibile a dedicare più di una settimana all’anno alla cura e mantenimento del proprio benessere. L’interesse di coloro che dedicherebbero più tempo al proprio benessere psico-fisico si rivolge ad una serie di attività motorie in parte simili a quelle indicate da coloro che già le praticano con una certa frequenza: la palestra con ginnastica tradizionale viene indicata dal 18,58%, contro il 24,14% di chi le pratica regolarmente, le passeggiate vengono indicate dal 13,45 contro una percentuale del 19,72%. In crescita sono le attività maggiormente connesse a quelle offerte tradizionalmente dai centri termali: massaggi professionali, cure estetiche, saune ed idromassaggi, tecniche di meditazione, tecniche salutarie, cure di relax psicologico. Secondo una prima stima su queste ultime preferenze, si può affermare che circa 8 milioni di persone in Italia potrebbero essere interessate a praticare queste attività. Questo “mercato potenziale” è composto in prevalenza da donne (casalinghe) e pensionati. Questi soggetti infatti dichiarano di avere più tempo a disposizione per la pratica delle attività, ma di non avere canali d’informazione sicuri e affidabili su dove e quando poter praticare le attività stesse.
PRESENZA DI PISCINE E CAMPI DA TENNIS
NELLE STRUTTURE RICETTIVE
La pratica sportiva pur non rappresentando la motivazione principale del soggiorno, ne rappresenta una caratterizzazione che può essere decisiva sulla scelta di una destinazione piuttosto che di un'altra, risulta essenziale per tanto che le strutture dispongano di questi servizi, per valutare questo aspetto è stata condotta un indagine su 132 alberghi 3-4 stelle che disponevano campi di tennis (20 alberghi) piscina (29), o entrambi 83. I risultati di questa indagine sono interessanti, la presenza di una struttura sportiva risulta gradita al 51% degli intervistati, questo gradimento è comune a tutti i tipi di turisti sia per quelli che scelgono la costa che per le aree interne.
PRESENZA DI FITNESS CENTER E DIVING CENTER
L’intervista effettuata in inglese da parte dell’Osservatorio Turistico Regionale, ha preso un campione di alberghi significativo di categoria superiore 3-4- e 5 stelle( 407 alberghi con almeno 3 stelle pari al 93% dei 437 totali). Per quanto riguarda le strutture dotate di Centro Fitness, il rapporto tra gli alberghi 3 stelle e quelli a 4 o 5 è di uno a due, ovvero il 39% circa degli alberghi a 4-5 stelle dispone di un Fitness Center, mentre solo il 16% dei 3 stelle dispone di una palestra, 1/5 circa degli alberghi vicino al mare dispone di un Diving Center, e più precisamente, gli alberghi a tre stelle raggiungono la percentuale del 23%, mentre i 4-5 stelle solo il 18%.
L’OFFERTA DI OSPITALITÀ IN CASO DI EVENTI SPORTIVI
È stato chiesto agli albergatori, se le strutture alberghiere, sono convenzionate con Enti Sportivi, Agenzie di Viaggio o Tour Operator, che si occupano di organizzazione di Eventi Sportivi, solo il 30% di essi risulta convenzionato con operatori specializzati, per far fronte a questa esigenza, FederAlberghi nel 2006 ha fatto partire un progetto denominato “Ospitalità Sportiva 2006” con il quale sono partite delle convenzioni con alcune Federazioni, al momento hanno aderito L.N.D. (Lega Nazionale Dilettanti), A.I.A. (Associazione Italiana Arbitri), Fipsas, (Federazione Italiana Pesca e Attività Subacquee), e l’Accademia Nazionale di Mountain Bike.
EVENTI SPORTIVI; CASI STUDIO IN CALABRIA
Per capire l’impatto che un Evento Sportivo può avere sul territorio ed il movimento turistico che esso può generare sono stati esaminati in dettagli due eventi sportivi, il Campionato Italiano Cadetti di Arti Marziali, svoltosi a Crotone nel Maggio 2004,e il Campionato Regionale di Bridge, svoltosi nell’ottobre 2002. tutti e due gli eventi sono stati scelti in periodi di bassa stagione proprio per valutarne meglio gli effetti benefici sul territorio, infatti nel primo caso si è ipotizzato un movimento netto del 23,9% sugli arrivi totali, nel secondo caso tutti gli alberghi tra Camigliatello Silano e Croce di Magara, hanno registrato il tutto esaurito per due fine settimana, inoltre i “Turisti Sportivi” dell’evento si sono ritenuti soddisfatti dei “bei luoghi della Sila” dopo essere stati sottoposti ad alcuni questionari.
SPORT FLUVIALI, TREKKING, ORIENTEERING
La Regione Calabria sta puntando molto su queste attività sportive, ritenendole una fondamentale componente turistica, la componente tecnica è varia, per accontentare diverse tipologie di clienti, basso tecnicismo per la sola fruizione dell’ambiente, alto tecnicismo per appassionati e sportivi ad orientamento professionista. Le attività sportive devono essere concepite oltre la semplice offerta complementare al prodotto turistico, puntando alla definizione di distretti organizzati per l’accoglienza degli amanti di ogni tipologia di attività di movimento. La vocazione e la collocazione geografica della Calabria consentono un posizionamento internazionale per queste discipline , in particolare quelle praticate nei paesi del Nord-Europa.
IL RAFTING E GLI SPORT FLUVIALI
Il rafting è un’attività sportiva che prevede la discesa in gommone (raft) del fiume, una esperienza che consente di scoprire l’ambiente naturale e vivere momenti di grande emozione, condivisi dall’intero equipaggio. L’attività in Italia si è sviluppata negli anni 90’ nelle regioni Alpine, al sud nel Parco Nazionale del Pollino il fiume Lao, rappresenta il punto di riferimento del Meridione. Questo distretto, è fortemente vocato a questa attività, inoltre vi sono alcune caratteristiche peculiari che ne rafforzano il posizionamento di mercato, infatti il fiume Lao, sfocia nell’alto Tirreno Cosentino, un bacino turistico balneare tra i più importanti con oltre 2 Milioni di presenze annuali, oltre ad essere all’interno del Parco Nazionale del Pollino, questa interazione tra le attività fluviali che si possono svolgere nel fiume Lao, la costa balneare dell’alto Tirreno Cosentino e il Parco Nazionale del Pollino, ne consentono un valore aggiunto costituendo un momento di attrazione per una domanda Interregionale che traina un settore qualificato di fruizione e scoperta dell’ambiente naturale che coinvolge l’intero settore turistico locale. Vi sono 3 diverse discese a secondo della difficoltà che comunque vengono spiegate con una lezione introduttiva da maestri iscritti all’A.I.RAF (Associazione Italiana Rafting), il costo medio è di 35 Euro, le discese sono oltre 5000 nella stagione estiva, quasi tutte in Agosto. Vi è la possibilità di affrontare la discesa anche in Canoa o Kajak, o di praticare il canyoning, che consiste nel discendere torrenti particolarmente ingolati, utilizzando tecniche speleologiche e di torrentismo.
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È questa la strada da seguire bisogna cercare di fare rete, tra i vari settori, stimolare imprenditori locali, formare guide turistiche del luogo (molte guide vengono dalla Germania e dal CAI del Nord Italia), la portata e il clima della zona ne consentono maggiore destagionalizzazione rispetto alle zone Alpine. Sempre positivo l’organizzazione di Grandi Eventi Sportivi o di Event Tourism
ORIENTEERING
È una disciplina antica che nasce e si sviluppa nei paesi Scandinavi, a partire dall’800’ diventa una disciplina sportiva, conosciuta come “lo Sport dei boschi” area privilegiata per lo svolgimento delle gare. Negli anni 70’ arriva in Italia. Per praticare l’attività è necessario possedere una mappa del campo, i partecipanti seguendo la mappa e aiutandosi con la bussola seguono un percorso prestabilito, lungo il percorso su dei punti segnalati da una specie di lanterna, costituita da tre quadrati bianco/arancione posti a triangolo. Alla lanterna sono attaccati delle pinzette, con dei punzoni, diversi per ogni posto di controllo, il concorrente deve punzonare su di un apposito cartellino che porta con se ed all’arrivo, consegnare questo testimone del suo passaggio agli addetti, che controlleranno la correttezza del suo operato. Vincerà, chi avrà impiegato il miglior tempo, senza aver trascurato alcun punto di controllo. Diverse Manifestazioni si stanno organizzando nella regione, come strumento per la valorizzazione del territorio e lo stimolo allo sviluppo, di particolari segmenti turistici. Nell’area dei Monti Repentino-Tiriolo Mancuso, nel 2002 si è proposto un evento di livello Internazionale, denominato “3 days MTB-O”, svoltosi dal 26 Aprile all’1 Maggio, in occasione della Manifestazione si sono organizzati, 2 campi di Mountain Orienteering con relativa cartina, 6 campi in centro storico, 1 campo di corsa-orieentirreeng, oltre 1000 iscrizioni, il 7% delle presenze totali dell’anno nell’area di riferimento hanno promosso turisticamente la zona con un buon indotto. Una seconda iniziativa si è realizzata nel 2002 nel periodo 29 Agosto-1 Settembre, nel Parco Nazionale del Pollino, dal nome “Oripollino”, nei suggestivi scenari dei boschi di Cetraro, Colle Marcione, dei Piani di Novacco, della Conca del Re, e nei Centri Storici di Civita e Saracena. 1000 presenze turistiche distribuite nelle strutture ricettive dell’area interna e della costa Jonica, un flusso di 5000 persone, tra praticanti e spettatori presenti all’attività.
Commenti;
Dal punto di vista turistico risultano interessanti e coinvolgenti le varianti, Sci Orientamento e Mountain Bike Orientamento. L’attività si sta sviluppando dal punto di vista educativo-ambientale, particolare interesse si può avere nel bacino del Turismo Scolastico, sfruttando i fondi che la Regione Calabria destina agli Istituti scolastici pubblici e privati, che programmano gite scolastiche nelle aree montane calabresi, nell’area della Presila Crotonese, già si registrano oltre mille presenze concentrate nei mesi di Aprile-Maggio, di studenti che realizzano soggiorni di orieenteering, integrati con attività di conoscenza e fruizione complessiva dell’ambiente Silano. Nei paesi scandinavi 1 milione di persone praticano questa attività.
TREKKING
Sviluppatosi nell’800’ con i grandi viaggi effettuati in particolare dagli Inglesi, per visitare i paesi della Magna Grecia, e per trovare boschi ancora sconosciuti come l’Aspromonte. Famosi i passi del Santo, del pellegrino, del viandante, del mercante del contadino, del soldato. In Calabria la realtà più significativa è il Sentiero Italia, tracciato che collega l’Aspromonte al Pollino. Il flusso turistico in questa zona è di 10000 trekker all’anno. La maggior parte del flusso sono gruppi organizzati, provenienti dalla regione o dal Meridione, inoltre Cral, CAI, Tour Operator specializzati in escursionismo, in particolare Tedeschi, Austriaci ed olandesi.
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Risulta difficile la manutenzione dei tracciati, inoltre vi è un maggior flusso di escursionisti non organizzati che vogliono vivere una esperienza diversa sul territorio, per i quali sarà necessario organizzare ed ampliare l’offerta del futuro.
TURISMO E GOLF
Sono 271 i circoli del golf presenti in Italia localizzati per lo più nel Nord del Paese. 100 milioni di euro il fatturato del 2001, 438mila le presenze dei turisti golfisti (il 50% sono stranieri). Il turismo legato al golf cresce ininterrottamente a livello internazionale (+8% l'anno), ma l'Italia finora ha perso la sfida, mentre diretti concorrenti come Spagna, Portogallo e Nord Africa hanno conseguito risultati notevoli. L'Italia ha solo le briciole di un mercato animato da circa 25 milioni di turisti che si muovono ogni anno nel mondo per giocare a golf. A livello internazionale i giocatori abituali di golf sono circa 70 milioni. Secondo le stime della Iagto, l'associazione dei tour operator legati al golf, il mercato turistico vale nel complesso 40 miliardi di dollari. Secondo le statistiche dell'European golf Association, nel nostro Paese i giocatori sarebbero oltre 76mila potendo contare su meno di 300 campi in erba. Cifre nettamente inferiori a quelle dei altri Paesi europei come l'Inghilterra con circa un milione di giocatori, la Svezia, la Germania e la Francia con oltre mezzo milione ciascuno>. E di inglesi o tedeschi a giocare in Italia ne vengono pochi, vanno in Spagna, Portogallo o Nord Africa. L’obiettivo della Federazione è superare I 100.000 praticanti. Sviluppo Italia Turismo, nel cui capitale sono entrati Ifil, Marcegaglia e Banca Intesa, ha avuto il via libera dal Cipe per investire, su un totale di 320 milioni, almeno 140 milioni tra Sicilia e Calabria, per realizzare quattro poli turistici all'insegna proprio del golf.
Strutture Ricettive con Golf Club in Calabria (riconosciute dalla FGI)
FEUDO MONTALTO GOLF CLUB - GOLF CLUB MONTECHIARELLO- SAN MICHELE RESORT
Strutture Ricettive con Golf Club in Calabria (riconosciute dalla FGI)
Commenti
Vi è da prendere in considerazione il parere dell’Unesco, il quale cita;
“una minaccia consistente in questo senso è data dalla forte espansione dei campi da golf. Questi ultimi, nella configurazione standard da 18 buche, richiede circa 6.500 metri cubi d’acqua al giorno. Con tale quantità si potrebbero soddisfare i bisogni di 60.000 persone, senza contare che la costruzione di campi da golf in aree tropicali può significare anche il disboscamento delle foreste e la demolizione di aree della costa, nonché alterare le forniture alimentari per la popolazione locale, a volte attraverso l’appropriazione di terreni precedentemente utilizzati per l’agricoltura”
TERMALISMO E BEAUTY FARM
Un giro d'affari di quasi 300 milioni di euro con un indotto che sfiora i 2000 milioni ed un numero di occupati, tra fissi e stagionali, pari a 14.500. 96.000 i frequentatori delle terme alla ricerca del benessere, 2.800.000 il flusso del turismo termale. In Italia si contano oltre 6.000 palestre, più di 8.000 centri estetici e 700 centri per massaggi. Il 23% della popolazione adulta frequenta regolarmente una palestra e l'8,7% si reca regolarmente in centri per la cura del corpo.
IL TERMALISMO OGGI
La Medicina Termale ha una tradizione antichissima nell'ambito dei trattamenti orientati a creare e conservare il benessere fisico grazie all’uso di cure naturali. Nell'ultimo decennio le numerose ricerche cliniche, biologiche, chimico/fisiche, hanno favorito la definizione a livello internazionale di un vero e proprio termalismo scientifico. I vapori delle ricche acque termali producono un naturale bagno di salute e disintossicano l'organismo stimolando un generale benessere di tutto il corpo.Accanto al bagno di vapore, le terme offrono fanghi, massaggi, cure inalatorie e una miriade di trattamenti personalizzati, ritagliati su misura in funzione delle caratteristiche individuali di ciascuno e sotto il costante controllo di personale specializzato. Al turismo termale si avvicina, inoltre, sempre più un pubblico rappresentativo di modelli di consumo nuovi e sofisticati. L’ambiente termale non è più vissuto solo come luogo di terapia ma anche e soprattutto come luogo di vacanza, di benessere psico-fisico, dove è possibile associare alle terapie cliniche nuovi trattamenti estetici. Che il benessere fisico stia acquisendo un ruolo sempre più importante nel nostro quotidiano è cosa ormai nota. Perciò Thermalia Italia, accanto alle strutture e tecnologie per piscine termali, destina una vasta area alla fisioterapia, alle attrezzature per saune, fitness e solarium. Le strutture termali si stanno progressivamente configurando come centri di benessere in grado di garantire un’offerta di servizi composita, e proprio per questo in grado di cogliere le grandi possibilità offerte da una domanda più esigente e più estesa.
Le terme presenti in Calabria;
Sibaritide - Spezzano Albanese -Luigiane -Caronte - Galatro - Locresi di Antonimina
IL TURISMO DEL BENESSERE
Un'indagine condotta dal Censis nel 2001 sul tema della salute e del benessere, ha messo in evidenza come il 30,1% di un campione di 1.500 italiani adulti pratica regolarmente attività sportive all'aperto, il 23,3% si allena regolarmente in palestra, il 13,7% segue (non solo per la presenza di patologie) un regime dietetico consigliato da un esperto per tenersi in forma, il 10,5% effettua annualmente cure termali e l'8,7% si reca frequentemente presso centri estetici e per la cura del corpo. C'è n'è abbastanza per capire che un numero estremamente vasto di persone vuole giustamente promuovere, più che curare in senso classico, il proprio benessere fisico e interiore. E talvolta ciò avviene tramite strutture di altissimo livello, come ad esempio, le beauty farm, oggi frequentate da 33.000 persone e in cui almeno il 33% della popolazione adulta vorrebbe o spera (visti i costi non sempre abbordabili) di trascorrere almeno una breve vacanza.
SPORT VELICI
Interessante il movimento del turismo velico, che nella Calabria stenta a decollare per la mancanza di una rete di porti, con attracchi per diportisti. In questi ultimi anni però molti altri sport stanno decollando, tra questi ricordiamo il wind-surf, il kite-surf, il wake-board, sport cosiddetti ecologici, che non hanno nessun impatto sull’ambiente, due zone sono le mete principali in Calabria già conosciute, e precisamente Steccato di Cutro e Gizzeria. Da non trascurare sport velici non a contatto necessariamente con il mare come il deltaplano, il parapendio etc.
SPORT ON THE BEACH
In questi ultimi anni il Comitato Regionale Calabro della Lega Nazionali Dilettanti di Calcio, ha investito molto sul Beach Soccer, portando diverse finali nazionali, nella nostra regione, ciò ha suscitato molto interesse da parte del pubblico, con record di spettatori in diverse manifestazioni. Sull’onda di questo successo, bisogna che le spiagge, si attrezzino in maniera maggiore di questi ulteriori servizi, creando campi di Beach Soccer, tramutabili in Beach Volley e Beach Tennis.
TURISMO PER DISABILI
Non è facile stabilire quanti siano i disabili in Italia, per via delle varie definizioni e ricerche non sempre omogenee. I disabili in Italia sono circa il 5% della popolazione, pari 2.615.000. Il 26% dei disabili pratica un'attività sportiva ed il 60% di questi ha un'età compresa tra i sei e i 44 anni. Il motivo prevalente della pratica sportiva rimane fino ai 64 anni lo svago, soltanto dopo subentra lo scopo terapeutico dell'attività. Il numero dei disabili iscritti alla Federazione Sport Disabili è aumentato nel periodo 1989-1997 con lo stesso passo delle società sportive, in media di circa 5,3 punti percentuali. La qualità dei servizi offerti dalle società sportive è migliorata: in poco meno di un decennio, infatti, si è passati da una media di sei operatori per società sportiva nel 1989 ad una media di quattordici operatori nel 1997. Da questi dati si evince che dato le agevolazioni fiscali, che questa categoria gode, la tendenza a praticare sempre di più l’attività sportiva, sarebbe opportuno attrezzarsi ad ospitare, i diversamente abili, oltre che per un discorso economico anche per un concetto culturale.
SPORT INVERNALI E NON…
In Calabria diverse sono le piste di sci presenti, le più importanti sono a Gambarie d’Aspromonte, a Camigliatello e Cotronei in Sila, ovviamente ormai non si parla solo di sci, ma da qualche anno ha fatto ingresso, sulle piste lo snow-board, soprattutto tra le fascie di età più giovani. Certo non sono le piste da sci presenti nelle Dolomiti, però oltre ad avere carenze infrastrutturali migliorabili, si possono sfruttare le caratteristiche peculiari delle zone molto suggestive, (ad esempio a Gambarie mentre si scia si può ammirare il mare forse caratteristica unica in Europa). Molte le presenze provenienti dalle regioni vicine, Puglia, Campania e Sicilia. Ovviamente in montagna il turismo è come al solito molto stagionale (Dicembre), si potrebbe intervenire con alcuni interventi per destagionalizzare, come ad esempio pareti di free-climbing, oltre a sciare anche senza neve, (su erba, terra, sintetico) come accade nel Montain-Board, ovvero sciare sulle ruote, il principio, semplice, è uguale a quello dello snow, infatti servono : una tavola, una montagna, delle protezioni, qualche ruota, all'occorrenza un freno. Non dimentichiamo poi che in Italia diversi impianti di risalita sono aperti anche d'estate quindi non è obbligatorio il "backcountry" e anche fosse non servono ciaspole, racchette e quant'altro. Con il Mtboard si possono poi organizzare percorsi di Boarder X, Dual insomma tutte le discipline dello snow...anche se sarà difficile trovare un Half Pipe in terra battuta…..
CONCLUSIONI PRIMA PARTE
Ovviamente in una realtà come quella calabrese, con un turismo in crescita da 20 anni, ma che comunque resta localizzato in alcune macro-aree ( Costa degli Dei, Alto Tirreno Cosentino, tratti dello Jonio ) con scarsa presenza di turisti stranieri, ma con interessanti aumenti di presenze turistiche, si deve e si può puntare sul turismo, anche perché si possiedono tutte le varianti per far si che il processo si inneschi, ovviamente rispetto al Nord Italia, non abbiamo il problema della deindustrializzazione (Cina, Paesi dell’Est, India), con dispendiose opere di riconversione del territorio, ma abbiamo altri problemi primo fra tutti le infrastrutture stradali, lacune messe ancor di più in evidenza a causa dell’alta stagionalità dei turisti (83%), con evidenti disagi sull’impatto ambientale e la vivibilità della popolazione locale (traffico e smog, depuratori, personale e servizi) il trend in atto, ci dice che in Calabria soprattutto per il turismo medio-alto, sono richiesti servizi superiori (1 straniero su 2 preferisce i 4-5 stelle ed è pienamente soddisfatto), la Calabria non deve diventare la Rimini del Sud, ovvero del turismo massificatorio, ma deve propendere verso un turismo sostenibile, poiché bisogna preservare il patrimonio, boschivo e faunistico, i quali rappresentano i valori aggiunti del nostro territorio, uniti alla ricerca del benessere psico-fisico, aumentando le infrastrutture sportive private e pubbliche
Dati tratti dall'Osservatorio Turistico della Regione Calabria
23:00 Scritto da comunytation (Webmaster) in Turismo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: turismi, turismo, web tourist | OKNOtizie |
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