24/02/2009

Facebook, pensare prima di postare

PI - News

lunedì 03 novembre 2008

Continua...

09/02/2009

L ’ utilizzo di internet richiede degli accorgimenti

 

Ai rischi derivanti da una possibile dipendenza (si può diventare Internet-dipendenti anche navigando nel sito della Walt Disney o in altri siti dal contenuto controllato e adatto ai ragazzi), l’utilizzo di Internet aggiunge quelli derivanti dal tipo di fruizione. Pedofilia, pornografia, apologia del razzismo e della violenza sono solo alcune delle aberrazioni a portata di “click”. Su come proteggere gli adolescenti da questa vera e propria aggressione si discute da anni cercando di  identificare soluzioni che sono comunque difficilissime da attuare e comunque inevitabilmente lacunose. Software per gestire “white list” o “black list” di siti, attraverso le quali cercare di confinare la navigazione dei giovanissimi, si sono rivelate, alla prova dei fatti, di complessa gestione e di limitata efficacia. Ora si sta provando con i codici volontari di autoregolamentazione (in Italia il Codice Internet@ minori è stato approvato e aperto alla firma delle maggiori  rganizzazioni del settore nel novembre 2003), estesi al maggior numero di Paesi possibile, che responsabilizzino i provider a una valutazione dei contenuti di ciò che attraverso di loro viene immesso in rete: uno sforzo lodevole, ma anche questo difficilmente risolutivo. Certamente è necessario intensificare sempre di più gli sforzi per identificare e colpire i “produttori” innanzitutto di pedopornografia on line e parallelamente, attraverso un filtraggio accurato, cercare di garantire ai giovanissimi una navigazione in “acque tranquille”, con la consapevolezza, però, che la porta di accesso alle aberrazioni di internet si potrà restringere sempre più, ma non si riuscirà mai a chiudere del tutto: l’incontrollabilità è l’assenza stessa del web. Molti tredicenni possono spiegare, con unacompetenza tecnica certamente superiore a quella di un normale genitore, tutti i trucchi per aggirare blocchi e parole chiave interdette, per scaricare programmi per liberare l’accesso a siti protetti, nonché tutti i sistemi per cancellare ogni traccia dei loro percorsi in Internet se a un genitore zelante fosse venuto in mente di “dare una controllatina”. Ciò che occorre quale complemento sostanziale alle azioni di repressione e controllo è una informazione accurata alle famiglie e agli stessi ragazzi attraverso ogni canale possibile, primo tra tutti la scuola. E’ necessario creare consapevolezza sia sul fatto che Internet può diventare una  ericolosa fonte di dipendenza, sia che da Internet bisogna anche imparare a difendersi da soli. Ai bambini si insegna come attraversare la strada attraverso l’adozione di comportamenti prudenti e rispetto delle regole, e non si è mai pensato di eliminare le automobili per rendere gli attraversamenti sicuri. Così dovrà essere per Internet: più che autopiste riservate (dalle quali si riuscirebbe sempre a uscire o qualcuno sarà sempre in grado di entrare), è utile promuovere la consapevolezza di come si deve “tenere la strada”. E’ utile osservare una serie di raccomandazioni dacalibrare in base all’età del soggetto interessato, come ad esempio quelle contenute nel Decalogo per un uso corretto di Internet da parte dei bambini e degli adolescenti realizzato dalla Società italiana di pediatria (2001) e rivolto ai genitori nel quale si propongono una serie di soluzioni e di possibilità di organizzazione dei tempi e degli spazi, che possono essere utili ai fini della prevenzione e di un costruttivo monitoraggio. Consentire di navigare in internet solo se c’è in casa una persona adulta. Non collocare, possibilmente, il computer nella camera da letto e comunque posizionare lo schermo in modo da renderlo visibile a chi entra o soggiorna nella stanza. Impratichirsi all’uso del computer quantomeno allo stesso livello del figlio/a, in modo da non dargli la sensazione di poter operare indisturbato senza possibilità di controllo. Utilizzare tutti i sistemi di protezione attualmente disponibili per inibire l’accesso ai siti non adatti ai bambini o agli adolescenti. Parlare abitualmente circa la “navigazione” in Internet, stimolando domande su quanto si vede e cercando di rilevare eventuali reticenze. Insegnare che quando ci si collega nelle chat line non si deve mai dare (né chiedere) indirizzo, numero di telefono, o qualunque informazione che possa identificare i soggetti. Essere chiari (anche se non allarmistici) sui rischi che possono derivare dal con tatto in chat con sconosciuti. Evitare che si navighi in Internet (e particolarmente in chat) nelle ore serali. Abituare ad avvisare sempre i genitori se qualche “amico di chat” si fa insistente e chiede informazioni su dati o abitudini personali. Navigare e chattare qualche volta insieme ai figli, per indurli a una confidenza maggiore con i genitori nel riferire i contenuti delle conversazioni in rete. Cercare (per quanto possibile) di evitare che ci sia una casella di e-mail cui il figlio abbia accesso esclusivo, essendo il solo a conoscerne la password di accesso. Costruire insieme “regole condivise” per navigare in Internet, evitando di imporle unilateralmente. Esperienze di formazione all’uso di internet e di prevenzione dai rischi insiti nella rete, hanno dimostrato che è indispensabile riuscire a rivolgersi direttamente anche ai ragazzi affinché essi identifichino le rotte più adeguate per una navigazione sicura; le strategie di autoprotezione rivelatesi più efficaci si basano su cinque principi fondamentali. Essere diffidenti nei confronti di chi vuole sapere troppe cose. Non dare nessuna informazione personale o sulla famiglia (per esempio: il nome, il numero di telefono, l’indirizzo di casa o quello della scuola) senza averne prima parlato con i genitori. Se si riceve o si vede qualcosa che crea disagio, non cercare di saperne di più da soli bensì  parlarne con i genitori o con gli insegnanti. Se si ha intenzione di incontrare qualcuno che è stato conosciuto via Internet, informare sempre prima i genitori e consigliare, alla persona che ci vuole conoscere, di fare lo stesso. Non andare mai da soli all’appuntamento per evitare di fare dei brutti incontri. Non entrare mai in siti “a pagamento” che richiedono il numero di una carta di credito o anche solo il nome e l’indirizzo e-mail. Se si capita in un sito dove è scritto “accesso vietato ai minori”, rispettare quell’indicazione (perché non è “da grandi” fingersi grande). In particolare è importante abituare i ragazzi a parlare in famiglia di ciò che fanno e vedono in Internet. Sempre da quanto emerge dalle indagini della Società italiana di pediatria questa abitudine non c’è e, ad esempio, il 40% dei giovani chatter non racconta mai ai genitori con chi chatta o di cosa parla con gli “amici” di chat e un altro 20% lo fa raramente. Che fare ancora? Sarebbero certamente auspicabili, da parte delle istituzioni competenti, campagne di sensibilizzazione rivolte alle famiglie e, da parte dei genitori e della scuola, una maggiore attenzione ai comportamenti e alle abitudini dei loro figli e alunni. E in questo ambito rivestono un ruolo importante anche i pediatri. In questi anni si è accresciuta la consapevolezza di quanto le abitudini di vita dei bambini e degli adolescenti, ivi compreso il rapporto con i media, siano parte integrante di quelle “condizioni ambientali”che devono essere sempre tenute sotto controllo dagli operatori della salute perché un bambino o un adolescente abbia il miglior sviluppo psicofisico possibile. Internet è una straordinaria potenzialità non scevra da rischi. L’obiettivo di una società avanzata e matura deve essere quello di riuscire a gestirla al meglio, per sé e per le giovani generazioni, senza snaturarla.

Avv. Rita TULELLI Esperta in Problematiche Minorili

Vedi anche gli articoli

La vita in rete? Fenomeni...

Abitudini e stili di vita...

Rapporto Nielsen Nov 2008,... Facebook, pensare prima di...

Pirateria Informatica

Le mani sulla rete: il...

Net Neutrality

Grafo di Me di Nuccio CANTELMI

12:41 Scritto da comunytation (Webmaster) in Internet | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: internet, accorgimenti | OKNOtizie |  Facebook

05/02/2009

Diminuzione degli Investimenti pubblicitari” responsabilità dei Social Network

Commentiamo il consueto report stilato dalla Nielsen, il brand che da oltre 20 anni è la fonte ufficiale per la misurazione degli investimenti pubblicitari.

Nel periodo Gennaio-Ottobre 2008 rispetto all'anno 2007 vi è stato un calo dello 0,8%. Nell'analisi per mezzo continua la flessione della stampa dovuto soprattutto alla diminuzione di importanti settori come quello automobilistico, finanziario e della grande distribuzione. Dunque la crisi economica ha colpito un settore trainante, da sempre in crescita come quello pubblicitario. In questo studio però non sono stati presi in considerazione i dati relativi all'utilizzo di Social Network e Communities, da parte delle aziende. Infatti lo testimonia la crescita del 18,5% degli investimenti pubblicitari su Internet e l'incremento di tutte le metriche relative ai consumi, nello specifico evidenziamo gli utenti connessi on-line sia da casa che dall'ufficio che arrivano alla cifra considerevole di 21 milioni, le ore di navigazione sul web passano da 22 a 27, mentre il numero medio di sessioni per persona passa da 31 nel 2007 a 34 nel 2008, infine il numero di pagine visitate arriva a 2 contro una pagina e mezza vista nel precedente anno. Dunque se già nel 1972 Marshall McLhuan coniò il concetto di PROSUMER, parola formata dalla fusione di due termini ovvero Producer o Professional, con Consumers , ipotizzando che ogni consumatore sarebbe diventato un produttore , teoria ripresa più volte anche recentemente nel libro la “Coda Lunga” dell'autore CHRIS ANDERSON , questo concetto sicuramente può essere esteso alle piccole aziende, le quali dopo un periodo di stasi hanno saputo reinventarsi, grazie alla facilità di potere decisionale in mano a pochi e alla maggiore propensione verso l'innovazione, con la capacità di monitorare i cambiamenti del mercato ed adeguare rapidamente la propria offerta.

hitwiseporn.jpg

 

 

 

 

 

 

Aggiornamento dell'ultima ora secondo i dati  Hitwise a Dicembre 2008  i Social Network, nel regno Unito sorpassano i siti con contenuti per soli adulti, ciò è imputabile alla maggiore penetrazione dei SN tra le donne, completamente assente nei siti per adulti.

 

Vedi anche gli articoli

Forum della Comunicazione 2009

Assocomunicazione

17:48 Scritto da comunytation (Webmaster) in Pubblicità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: coda lunga, internet, marketing, viral, virale | OKNOtizie |  Facebook