18/05/2011

FORMAZIONE per i neo CONSIGLIERI COMUNALI: RUOLI, FUNZIONI e COMPETENZE

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Spindoctoring (In Calabria con Cantelmi Network)- Studio di analisi e comunicazione politica - organizza per i neo eletti consiglieri comunali sessioni formative, con taglio pratico ed operativo, per meglio comprendere le funzioni, i compiti, idoveri, le prerogative e i diritti di chi è chiamato a rivestire cariche amministrative. 

 

 

Tra gli argomenti presi in esame e oggetto di formazione:

  1. La Giunta comunale e le sue funzioni
  2. Il Consiglio comunale e le sue funzioni
  3. Le Commissioni
  4. Il Difensore civico
  5. Lo Status degli Amministratori

 

La formazione è finalizzata a sostenere ciascun consigliere comunale eletto nell’esercizio efficiente delle proprie funzioni. Le sessioni formative possono essere singole o di gruppo e le docenze sono affidate a professionisti del settore.

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29/11/2010

Seconda puntata: il padre di tutti gli spin-doctor

Autore:  Gabriele Cazzulini

 

L’età delle masse

 

Dove eravamo rimasti? Sì, ai fiumi di denaro che inondavano l’America e all’odore di piombo che nell’aria pesante dell’Europa annunciava lo scoppio della prima guerra mondiale. Sì, la cornice è questa e le sue tinte sono sempre più fosche, come quei film noir alla Tarantino, grondanti di cattiveria e ingegno. Ma qui siamo 200 anni prima.

La nazionalizzazione delle masse, famoso titolo di un libro “cult” ma anche amara realtà, ha trasformato i popoli in soggetti centrali per la politica. Ma i popoli reagiscono solo a sentimenti irrazionali, sono fortemente instabili, pronti a sfociare in manifestazioni di violenza. Bramano un capo, vogliono sentire parole forti, non amano la fredda razionalità. L’unione di migliaia di corpi produce un coscienza collettiva che, come un demone, si impossessa di ciascuna mente individuale. E’ qui che nasce la nuova “psicologia delle masse”, che spiega come governare gli istinti reconditi delle folle. Dal lettino psicanalitico di Freud alla psicanalisi di massa, il passo può essere forse troppo lungo. Ma la direzione è quella giusta. I molti non sanno scegliere bene, perché si lasciano travolgere dalle passioni del momento e dall’oratoria di pochi abili manipolatori, capi carismatici, avventurieri senza scrupoli. Già allora la politica era diventata sempre più una tecnica della comunicazione: si chiamava propaganda.

Mr. Edward Bernays – consulente in relazioni pubbliche

E’ in questo scenario che si alza il sipario sul primo protagonista di “Spin Doctors”.  Si chiama Edward Bernays, nasce a Vienna nel 1891, è un nipote di Sigmund Freud e quest’anello di parentela sarà molto influente per Edward, che applicherà la psicanalisi allo studio delle masse. A dieci anni si trasferisce con la famiglia a New York, dove studia agraria. Ma alla zappa preferisce la penna e così studia giornalismo. Nel 1913 si mette a fare il “press agent” per teatri, balletti e cabaret. Non è il massimo. Neppure lui ha l’aria dell’intellettuale o dell’avventuriero. Siccome “mors tua, vita mea”, la prima guerra mondiale offre a Bernays la prima svolta della sua vita. E’ il 1917 e il presidente americano Woodrow Wilson forma il “Comitato per l’Informazione Pubblica” per mettere insieme giornalisti, sociologi e pubblicitari. E’ la macchina della propaganda per sostenere lo sforzo bellico dello zio Sam. Per Bernays è la scuola dove imparare le più moderne tecniche di propaganda e conoscerne i grandi maestri.

(foto ritratto Bernays)

Una folgorante carriera

Siamo nel 1919 e Bernays ha già capito che da questo punto di vista il giornalismo è roba vecchia. Perciò decide di aprire il suo studio a New York, che sarà attivo fino al 1963 – cinquant’anni che cambiarono il mondo. Cosa fa Bernays? Sulla porta del suo studio si legge un’etichetta fino ad allora sconosciuta: “Consulente in Relazioni Pubbliche”. Bernays lavorò per i giganti del business americano: Procter & Gamble, American Tobacco Company, Cartier, CBS, General Electric, Dodge Motors. La propaganda di massa di Bernays è stata una degli ingredienti essenziali per il capitalismo americano. Le sue campagne sono anche le più stravaganti e pionieristiche, come ad esempio salvare dalla censura uno spettacolo teatrale che metteva in guardia sui rischi delle malattie sessuali coinvolgendo il sostegno dei medici e trasformando lo spettacolo in un’educazione sessuale – correva l’anno 1913. Poi si accesero le “Torce della Libertà”. L’obiettivo era aumentare le vendite di sigarette presso le clienti femminili ma riuscendo a dimostrare come la donna che fuma non dovesse più essere un tabù. Così Bernays organizzò quello che oggi chiamiamo “flash-mob”: radunò un centinaio di ragazze, chiamò i cronisti e i fotografi (il potere dell’immagine!) e disse alle ragazze di accendersi tutte insieme una sigaretta. Ne parlarono in tutta l’America, allora sotto la cappa del proibizionismo. Al presidenteCalvin Coolidge, morigerato bastione del perbenismo borghese, Bernays organizzò il primo pic-nic elettorale insieme al mondo della vaudeville – fu la prima azione veramente mediatica di un presidente americano. Tutto facile? No, c’era un grande cambiamento in vista.

(foto manifesto Torce della Libertà)

Mani sporche?

La seconda grande svolta nella vita di Bernays fu ben diversa e drammatica. C’era una potentissima azienda legata a doppio filo alla Casa Bianca. Ma era sul punto di finire in bancarotta. Per salvarsi, aveva bisogno della politica. Per giustificare il suo intervento, la politica aveva a sua volta bisogno di una propaganda come non si era mai vista prima. Gli americani dovevano credere che quell’intervento, all’estero, era giusto. Siamo ancora negli anni Venti del Novecento. Sembra di leggere i giornali di oggi. Ovviamente serviva anche un vero maestro della propaganda: cioè lui, Edward Bernays. Allora: cosa farà Bernays, accetterà l’incarico e dimostrerà al mondo cosa può fare la comunicazione politica? Anche violando il senso della giustizia per giustificare la violenza? Lo farà davvero? Appena emerso e già lo spin doctor rischia di sbattere contro limiti invalicabili.. Ora stop! Questo è il prologo della prossima puntata!

Gabriele Cazzulini


 

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22/11/2010

PUNTATA ZERO: SALVE, SONO UNO SPIN DOCTOR

PUNTATA ZERO: SALVE, SONO UNO SPIN DOCTOR

Cosa?! Lo spin doctor? E’ forse un medico specializzato in qualche strana malattia? Ecco, scene come questa non nascono dalla pura finzione. E’ vita vissuta. Ma è solo l’antefatto. Normalmente, quando neuroni e sinapsi non dormono in letti separati, mi occupo di tecnologie applicate alla politica. Negli ultimi anni mi sono concentrato in particolare su internet e la comunicazione politica online. E’ stato come scoprire un nuovo continente. Ma più esploravo questa terra ancora selvaggia, più mi accorgevo che siamo di fronte ad una tecnologia che per la prima volta è fondata sull’uomo. Internet è uno spazio sociale che vive solo grazie agli uomini. Perciò, nel campo della comunicazione politica online, ho scoperto che la principale tecnologia è fatta di carne e idee. È l’esperto, lo specialista, il professionista – lo “spin doctor”.

Ma c’è un grave problema. In Italia la gente non sa cos’è lo spin doctor. Quindi non può capirne il valore. Può essere un consulente politico? No, perché lo spin doctor non è un consigliere da interpellare solo quando servono risposte. E’ un esperto di marketing? Non solo. E’ un sociologo? Non proprio. E’ un comunicatore? Molto di più. Uno spin doctor è tante cose. Ma pochi lo sanno. Allora bisogna rimboccarsi le maniche e fracassare i lucchetti che imprigionano il profilo sociale dello spin doctor nel ghetto dell’anonimato. Come? Senza soporifere analisi accademiche. Infatti non ho ancora detto cosa sia uno spin doctor e non ne ho la minima intenzione, almeno non ora. Sì, ho accennato a comunicazione, politica e tecnologia. Ma sono soltanto riferimenti per fissare le coordinate. Invece di una definizione che si dimentica dopo tre secondi, preferisco raccontare una storia. Anzi molte. Grandi vicende e lunghe battaglie, da storiche campagne elettorali fino alle grandi trasformazioni della politica. Seguiremo fiumi di denaro e incontreremo uomini carismatici, pensatori, capi politici e magnati. Storie di uomini veri, storie di fantasia, ma sempre con un fondo di verità. Cinema, romanzi, televisione, cronaca.. realtà e finzione s’intrecciano per raffigurare un personaggio unico e allo stesso tempo sempre diverso. Così, con questo stile narrativo, far conoscere lo spin doctor sarà come raccontare il mondo da un punto di vista molto diverso e pronto a riservare molte sorprese.

Sarà un lungo ed emozionante viaggio per conoscere gli spin doctors, dalle origini ad oggi – perché nonostante quest’etichetta così profumata di innovazione e modernità, lo spin doctor è un mestiere antico, che acquisisce il suo riconoscimento professionale alla fine dell’Ottocento, tra America ed Europa, in un’epoca in cui le grandi multinazionali americane si scontravano per spartirsi i nuovi mercati e quando l’aria europea odorava già del piombo della prima guerra mondiale. Soldi e potere, una coppia storica.

Una trama da film? No, è tutto vero. Ed è proprio in questo scenario che emerge il primo spin doctor della storia..

Gabriele Cazzulini

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